[vc_row][vc_column][vc_row_inner][vc_column_inner][vc_column_text]

Stangiada

[/vc_column_text][vc_single_image image=”4966″ img_size=”full” alignment=”center”][/vc_column_inner][/vc_row_inner][vc_column_text]”Col termine logudorese e campidanese frascu, fjascu, dall’italiano fiasco, si fa riferimento a una “brocca di terra cotta per conservarvi l’acqua, che ha il ventre schiacciato e il collo e le anse attaccate alla pancia e si posa orizzontalmente, mentre brùkka ha il collo e le anse al sommo e si posa verticalmente”.”
“Appunti sul lessico sardo della figulina”, Giovanni Lupinu.

Le sue origini sono antiche quanto la ceramica. Le sua forma può subire varizioni, ma la sua utilità è rimasta immutata nel tempo.
Il fiasco può cambiare nome a seconda della località, ma alcune caratteristiche sono rimaste immutate nel tempo. La sua particolarità è il ventre rotondo e schiacciato che si appoggia orizzontalmente. Ventre che ben si presta a diverse variazioni che seguono come unica regola l’estro dell’artigiano.
Oggi l’elemento funzionale e quello decorativo insieme trovano espressione in un fiasco per vino o acqua, del colore della terracotta per i più tradizionalisti o personalizzabile con elementi cromatici dal più forte fino ai toni pastello.[/vc_column_text][vc_gallery interval=”3″ images=”4965,4960″ img_size=”800×800″][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width=”1/2″][vc_column_text]Foto tratta da www.sardegnaartigianato.com, PO-FESR SARDEGNA 2007-2013[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/2″][/vc_column][/vc_row]